La seduta sana è attiva: ergonomia in ufficio
Scegliere la sedia giusta per l’ufficio è importante. Ma oggi sappiamo che, per lavorare bene e tutelare la salute, una buona seduta da sola non basta.
Quante volte, dopo una lunga riunione o una giornata trascorsa davanti al computer, ci siamo alzati con la schiena rigida, il collo affaticato o le gambe pesanti?
I disturbi muscolo-scheletrici sono tra gli effetti più immediati di una postura scorretta o mantenuta troppo a lungo. Le indicazioni più recenti richiamano però l’attenzione anche sui rischi cardiovascolari e metabolici associati alla sedentarietà prolungata.
Il principio da ricordare è semplice: la postura migliore è sempre la prossima.
Lavoro sedentario e postura: le direttive UE per promuovere l'attività fisica e la salute in azienda
L’aumento progressivo delle mansioni d'ufficio e del lavoro da remoto ha reso la sedentarietà prolungata una delle principali sfide per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (SSL). Restare seduti o mantenere posture statiche per troppe ore consecutive non incide solo sul benessere quotidiano del lavoratore, ma rappresenta un rischio concreto per la salute muscoloscheletrica e cardiovascolare a lungo termine.
Per rispondere a questa trasformazione del lavoro, l’Unione Europea ha consolidato una serie di direttive comunitarie recepite dagli Stati membri, stabilendo criteri stringenti per la prevenzione dei rischi legati all'immobilità posturale. Il quadro strategico dell'UE recepisce l'urgenza del fenomeno proponendo raccomandazioni operative volte ad integrare il movimento e l'attività fisica all'interno della routine lavorativa.

Cosa prevede la normativa e le norme tecniche
In Italia, il riferimento legislativo per chi lavora al videoterminale è il D.Lgs. 81/2008, in particolare il Titolo VII e l’Allegato XXXIV.
Il sedile di lavoro deve essere stabile, permettere libertà di movimento e una posizione comoda. Deve inoltre avere altezza regolabile, indipendente dallo schienale, e uno schienale capace di fornire un adeguato supporto alla zona dorso-lombare. Anche altezza e inclinazione dello schienale devono essere regolabili. Quando necessario, deve essere disponibile un poggiapiedi.
La normativa prevede inoltre che il lavoro continuativo al videoterminale venga interrotto attraverso pause o cambi di attività. In assenza di disposizioni contrattuali specifiche, è prevista una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
Accanto alla legislazione troviamo la famiglia di norme tecniche europee EN 1335, aggiornata negli ultimi anni, che definisce dimensioni, requisiti di sicurezza, resistenza e durabilità delle sedie da lavoro per ufficio.
La conformità alla EN 1335 è quindi un riferimento importante nella scelta di una seduta professionale, ma non significa automaticamente che una sedia sia adatta a ogni persona o che l’intera postazione di lavoro sia ergonomica.
Non basta stare seduti “dritti”
Per molto tempo l’ergonomia è stata associata all’idea di mantenere una posizione composta e il più possibile eretta. Le indicazioni più recenti superano questo concetto a favore della seduta dinamica.
La seduta dinamica permette di cambiare posizione, inclinare lo schienale e compiere piccoli movimenti con il bacino e con il corpo. Questi movimenti riducono il lavoro muscolare statico e favoriscono la circolazione.
L’obiettivo non è quindi trovare una posizione perfetta e mantenerla per tutta la giornata, ma alternare frequentemente posture diverse.
Una sedia ergonomica deve adattarsi alla persona
Una sedia da ufficio deve offrire regolazioni che consentano a persone con caratteristiche fisiche differenti di trovare una posizione confortevole e adeguata al lavoro svolto.
Altezza e profondità del sedile, supporto lombare, inclinazione dello schienale, braccioli e meccanismi di oscillazione devono permettere alla seduta di adattarsi all’utilizzatore, non il contrario. La comodità resta in parte soggettiva. Dipende dalla statura, dalla conformazione della schiena, dalle abitudini e dal tipo di attività. Per questo una sedia professionale deve essere regolabile e, soprattutto, deve essere provata.

La checklist per una corretta posizione di lavoro
Quando si lavora da seduti è utile controllare che:
- i piedi siano ben appoggiati a terra o su un poggiapiedi;
- le cosce siano approssimativamente orizzontali;
- il sedile non comprima la parte posteriore delle ginocchia;
- la zona lombare sia sostenuta dallo schienale;
- gli avambracci siano appoggiati e le spalle rilassate;
- collo e testa rimangano in una posizione naturale;
- monitor, tastiera e mouse siano collocati in modo da evitare torsioni o inclinazioni continue;
- le regolazioni della sedia siano facilmente raggiungibili e utilizzate correttamente.
La posizione va comunque modificata frequentemente: anche una postura corretta può diventare dannosa se mantenuta troppo a lungo.

Quanto tempo dovremmo trascorrere seduti?
Le linee guida europee sulla prevenzione delle posture statiche raccomandano di:
- interrompere la posizione seduta alzandosi, possibilmente, ogni 20-30 minuti;
- evitare di rimanere seduti per due ore consecutive senza una pausa più significativa;
- ridurre, quando possibile, il tempo totale trascorso seduti;
- alternare il lavoro da seduti con attività in piedi e momenti di movimento;
- evitare di sostituire semplicemente una postura seduta prolungata con una postura in piedi altrettanto prolungata.
Come riferimento orientativo viene suggerita un’alternanza della giornata composta indicativamente da:
- 60% del tempo da seduti;
- 30% in piedi;
- 10% camminando o muovendosi.
Queste percentuali non costituiscono un obbligo di legge né devono trasformarsi in un rigido cronometro. Indicano piuttosto un modello di lavoro più dinamico, nel quale la possibilità di cambiare posizione diventa parte dell’organizzazione della giornata.
Il contrario di “stare seduti” non è quindi “stare in piedi”: è muoversi.
Le scrivanie regolabili in altezza permettono di alternare il lavoro da seduti e in piedi e possono essere un valido strumento per rendere la giornata più attiva.
Anche la posizione eretta, però, non dovrebbe essere mantenuta troppo a lungo senza muoversi. Stare fermi in piedi può provocare affaticamento, dolori alle gambe, problemi circolatori e disturbi muscolo-scheletrici.
Per questo una postazione realmente ergonomica dovrebbe consentire alla persona di sedersi quando ne ha bisogno, lavorare in piedi quando lo desidera e spostarsi ogni volta che può.